PIR: Struttura e fiscalità

ISTITUZIONE

Il PIR si costituisce aprendo un rapporto di custodia, amministrazione o gestione di portafogli od altro stabile rapporto, con esercizio da parte del contribuente dell'opzione fiscale per l'applicazione del regime del risparmio amministrato di cui all'art. 6 del D.Lgs 461/97 e con la destinazione di somme di denaro e strumenti finanziari per un ammontare massimo annuo di 30.000 euro e complessivo di 150.000 euro nel quinquennio.

Leggi tutto

Il PIR può essere istituito anche attraverso un contratto di assicurazione o di capitalizzazione con imprese assicurative italiane od estere operanti in Italia in libera prestazione di servizi. La norma istitutiva dei PIR è contenuta nell'art.1, commi da 100 a 114 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e successive modificazioni ed integrazioni. Il PIR può essere costituito solo da persona fisica residente fiscalmente in Italia e al di fuori dell'esercizio di una attività di impresa commerciale ovvero da enti di previdenza obbligatoria e forme di previdenza complementare (in tal caso il limite di investimento è rappresentato dal 5% del valore dell’attivo patrimoniali dell’ente)

Chiudi

FUNZIONAMENTO

In ciascun anno solare, per almeno i 2/3 dell'anno (244 giorni) le somme o i valori destinati al PIR devono essere impiegate per almeno il 70 per cento in strumenti finanziari emessi da imprese, diverse da quelle immobiliari, anche non quotate in mercati regolamentati, italiane o appartenenti alla Unione Europea o allo Spazio economico europeo (SEE) con stabile organizzazione in Italia (gli “Investimenti qualificati”).

Leggi tutto

Almeno il 30 per cento del 70 ( e quindi il 21% del totale) è destinato ad imprese diverse d quelle che compongono il FTSE MIB od indici equivalenti di altri mercati regolamentati (UE o SEE) Le somme e i valori non possono essere investiti, per una quota superiore al 10 per cento del totale, in strumenti finanziari di uno stesso emittente ovvero in depositi e conti correnti. Il 30 per cento delle somme destinate al PIR possono essere investite in qualunque strumento finanziario, ad esclusione di quelli emessi da società con sede in Stati o territori diversi da quelli che consentono un adeguato scambio di informazioni ai fini fiscali

Chiudi

CONTENUTO

Il PIR non è uno strumento finanziario (non è, ad esempio, una azione, una obbligazione od una quota di un organismo di investimento collettivo del risparmio), ma un contenitore giuridico che accoglie, al suo interno, strumenti finanziari e, nei limiti previsti dalla norma, liquidità

Leggi tutto

Dal punto di vista tecnico ed operativo può essere un mandato fiduciario acceso con una società fiduciaria autorizzata ai sensi della legge 1966/1939.

Chiudi

PIR ingranaggi
PIR benefici fiscali

BENEFICI FISCALI

Esenzione da imposte sui redditi: Tutti i redditi di capitale e i capital gain derivanti dai singoli strumenti finanziari detenuti per almeno 5 anni sono esenti da imposte sui redditi, con benefici che vanno dal 12,5% sul reddito dei titoli di Stato o assimilati al 26% sui redditi di tutti gli altri strumenti finanziari.

Leggi tutto

Il termine di cinque anni si riferisce a ciascuno strumento finanziario (es. azione, obbligazione, quota di fondi di investimento) ed è computato in base al numero di giorni che decorrono dalla data di acquisto, considerando ceduti per primi gli strumenti acquistati per primi (criterio Fifo).

Esenzione da imposta sulle successioni:

- non è richiesto, come nelle imposte sui redditi, che l'esenzione spetti solo con la detenzione degli strumenti finanziari per almeno 5 anni. La norma infatti non prevede la condizione del quinquennio per l'esenzione da imposta sulle successioni

- anche se l'esenzione letteralmente si applica sono agli strumenti finanziari contenuti nel PIR, non vi sono ragioni per rendere imponibile l’eventuale quote del PIR detenuta in forma liquida

- non essendo soggetti ad imposta sulle successioni, i valori contenuti nel PIR non consumano la franchigia spettante a ciascun erede-beneficiario

L'esenzione non opera in caso di donazione od altra liberalità tra vivi
Si nota che è comunque dovuta l'imposta di bollo annua sul rendiconto (bollo Monti) dello 0,2 per cento prevista per la generalità dei prodotti finanziari per le persone fisiche
L'esenzione spetta su ogni PIR, anche se attivato da più componenti della medesima famiglia, non essendovi limitazioni al riguardo

Chiudi

CONDIZIONI

Gli investimenti finanziari inseriti all'interno di un PIR possono essere di qualunque specie

Leggi tutto

Tuttavia, pur potendo astrattamente essere inclusi nel PIR, non godono della esenzione da imposte sui redditi:
- i redditi derivanti da partecipazioni qualificate di cui all'art. 67, comma 1, lett. c) del D.p.r. 917/1986 (t.u.i.r.), che continuano ad essere tassati in misura ordinaria
- i redditi degli strumenti finanziari che concorrono per legge a formare il reddito complessivo del contribuente (come ad esempio i redditi di taluni fondi di investimento non Ue)
In mancanza di specifici divieti normativi, le partecipazioni qualificate e gli altri strumenti da cui derivano redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo, dovrebbero godere di esenzione da imposte di successione in caso di trasferimenti per causa di morte
Condizioni per l'esenzione
- le somme e i valori destinati nel PIR devono avere ad oggetto Investimenti qualificati per almeno il 70 per cento del loro ammontare
- almeno il 21% del valore complessivo del PIR è investito in imprese diverse da quelle inserite nell'indice FTSE MIB di Borsa italiana o di indici equivalenti di altri mercati regolamentati
- gli Investimenti qualificati devono essere detenuti per almeno due terzi di ciascun anno solare, periodo computato su base giornaliera anche in via non continuativa; nel caso di investimenti effettuati nel corso dell'anno solare, i due terzi si computano in relazione alla porzione di anno solare che ha come termine iniziale la data di acquisto dello strumento e quale termine finale la data del 31 dicembre dell'anno di acquisto
- le somme e i valori destinati al PIR non possono essere investiti in uno stesso strumento finanziario per una quota superiore al 10% del totale; tale limite non dovrebbe applicarsi agli investimenti in quote di organismi di investimento collettivo del risparmio PIR compliant
- in caso di rimborso di uno strumento finanziario, il controvalore è reinvestito entro 90 giorni in Investimenti qualificati (in mancanza, si considera cessione onerosa con perdita - relativamente a quello specifico strumento finanziario - del beneficio dell'esenzione da imposte sui redditi)
Si considerano investimenti qualificati anche le quote o le azioni degli organismi di investimento collettivo del risparmio residenti nel territorio dello Stato ovvero in Stati membri della UE o in Stati SEE che investano almeno il 70% in strumenti finanziari emessi da società italiane o residenti in Stati UE o SEE con stabile organizzazione in Italia nel rispetto delle condizioni temporali e di diversificazione previste dall'art. 1, commi 102 e 103 della legge 232/2016
E' quindi ammissibile che un PIR sia formato anche solo da quote dello stesso Oicr o di Oicr istituiti dalla stessa società di gestione
Le somme e i valori destinati ai PIR non possono in ogni caso essere investite in strumenti finanziari di soggetti residenti in Paesi che non consentono un adeguato scambio di informazioni ai fini fiscali
Il 30% delle somme e dei valori destinati al PIR possono essere investiti in qualunque classe di attività finanziaria La normativa consente, pertanto, nel rispetto delle condizioni temporali di possesso e di diversificazione del rischio per emittente, di inserire all'interno di un PIR più investimenti finanziari qualificati, comunque denominati e formati da:
- singoli strumenti finanziari
- quote di fondi di investimento o sicav che si qualificano per la normativa PIR dando la possibilità al contribuente di comporre in proprio o con l'assistenza di un consulente o della propria banca, un portafoglio conforme al proprio profilo di rischio-rendimento

Chiudi

DECADENZA DAI BENEFICI ED IMPOSTE DOVUTE

In mancanza di una o più delle condizioni previste per l'esenzione da imposte sui redditi, l'investitore decade dal beneficio della esenzione, ma limitatamente:

Leggi tutto

- ai redditi degli Investimenti qualificati diversi da quelli che rispettano le condizioni di legge
- con l'obbligo di corrispondere le imposte e gli interessi legali (dal 1° gennaio 2017 pari allo 0,1 per cento annuo) senza sanzioni
L'intermediario che amministra il PIR provvede a ricalcolare, anche a distanza di anni, i redditi percepiti e non tassati per i quali si è verificata la decadenza dal beneficio per ciascuno strumento finanziario

Chiudi

TRATTAMENTO DELLE MINUSVALENZE E PERDITE

Eventuali minusvalenze o perdite o differenziali negativi realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso sono deducibili dalle plusvalenze, differenziali positivi e proventi realizzati in successive operazioni effettuate nell'ambito del medesimo PIR

Leggi tutto

Le minusvalenze, perdite o differenziali negativi esistenti alla data di chiusura del PIR possono essere portate in deduzione non oltre il quarto periodo di imposta successivo a quello del realizzo, dalle plusvalenze o differenziali positivi o proventi realizzati:
- in altro rapporto intestato all'investitore in regime fiscale di risparmio amministrato
- o nel regime dichiarativo

Chiudi